Scappare da WhatsApp o rimanere? - Luigi Negretto

WhatsApp, Telegram o Signal…questo è il problema!

Sembra l’inizio dell’Amleto (cibernetico) di William Shakespeare, ed è il dubbio che attanaglia milioni di persone nel mondo.

Ma sarà proprio da preoccuparsi così tanto?

E poi…ci sono le stesse condizioni in tutto il Mondo?

Le persone in genere, si sono molto spaventate da questa novità, però mi sento di tranquillizzare un po’ tutti (o almeno le persone appartenenti alla Comunità Europea)

I fatti sono questi: da febbraio 2021, WhatsApp obbligherà i suoi utenti a condividere informazioni personali con Facebook e le altre società del gruppo Facebook. Molti temono che questo significhi che non ci sarà più privacy in WhatsApp. Non è proprio così.

Per gli utenti europei non cambia praticamente nulla: restano i problemi di privacy che c’erano già prima.

Gli utenti Europei, sono salvaguardati maggiormente per volere del GDPR (che tanto ha fatto clamore nella sua introduzione)

Il resto del Mondo avrà regole diverse.

Va ricordato che WhatsApp ha già ora dei problemi di privacy: se lo usate, prende tutti i numeri di telefono della vostra rubrica, anche quelli degli amici che vi hanno confidato il loro numero chiedendo di tenerlo riservato, e li passa a Facebook. Il contenuto delle conversazioni fatte con WhatsApp è protetto dalla crittografia, ma tutti i dati di contorno (metadati) no: WhatsApp (e quindi Facebook) sa con chi parlate, quando parlate, quanto parlate, se mandate foto o video o messaggi vocali, chi sono i vostri amici, eccetera eccetera. Già questi dati sono sufficienti per profilarvi a scopo pubblicitario.

Se volete sottrarvi allo sfruttamento commerciale dei vostri dati da parte di Facebook, cambiate app in favore di alternative come Signal o Telegram o Threema (potete trovare tutti i dettagli e maggiori informazioni nell’articolo di Paolo Attivissimo qui).

Il tema però è un altro…

Se temi per la tua privacy….mi dispiace dirtelo ma non hai scampo. A meno che tu non decida di diventare un eremita solitario e “disconnesso” dal resto del pianeta, non c’è modo di sfuggire a questa persecuzione.

Per ogni utente che tenterà di sottrarsi, ci sarà sempre un uomo del Marketing pronto a scovarlo, con metodi via via sempre più subdoli. Per tua conoscenza la nuova frontiera del Marketing si chiama
Neuromarketing.

Attraverso questo approccio si sta indagando come convincerti ad acquistare qualcosa, agendo ad un livello sotto coscienza e tra un po’ ci troveremo ad acquistare prodotti e servizi senza avere capito perché.

Giusto per fare un esempio, si è scoperto che il profumo di vaniglia è molto attraente e in un negozio del Pacific Northwest è stato fatto un esperimento, diffondendo ”essenze femminili” come quella di vaniglia nel
reparto dell’abbigliamento femminile, e le vendite in quel reparto sono raddoppiate. (leggi il libro Neuromarketing di Martin Lindstrom)

Paura?

No, perché quasi sempre i tuoi dati sono utilizzati (solamente) al fine di farti vedere prodotti o servizi pertinenti ai tuoi interessi quando navighi in Rete.

A prescindere, la conoscenza ti può aiutare a non cadere vittima di queste manovre.

Nel caso di WhatsApp, è illusorio pensare di risolvere la faccenda della privacy dei tuoi dati, passando a Telegram o a Signal o altro, perché la libertà durerà solo per poco.

Qualcuno ad un certo punto li comprerà e la tua privacy sparirà.

La soluzione è una condotta accorta nel lungo termine ed una consapevolezza dei meccanismi di marketing che adottano le aziende per favorire le vendite.

Quindi dovresti usare di più la tua più grande risorsa (che si trova sotto il cuoio capelluto) e chiederti se è proprio necessario seminare in giro per il Web tutte quelle informazioni sul tuo conto e …leggere con  attenzione le condizioni di utilizzo dei vari servizi in rete (che di solito sono gratuiti).

P.S. a proposito, non ricordo chi l’ha detto, ma qualcuno non molto tempo fa ha detto “ricordati che se per un certo servizio non paghi niente, significa l’oggetto in vendita sei tu”