NON siamo fatti per il Multitasking! - Luigi Negretto

NON siamo fatti per il Multitasking! Se vuoi vendere di più troverai molto utili le cose scritte qui sotto.

Il lavoro del venditore è molto vario e le attività da completare sono molteplici. Abbiamo a disposizione della tecnologia straordinaria che ci consente di fare lavori impensabili fino a qualche anno fa. Questo dovrebbe agevolare il lavoro, ma in realtà non sembra essere così. La stessa tecnologia che ci supporta, ci disturba e ci distoglie.

Le notifiche associate alle numerose App o programmi che usiamo, ci interrompono costantemente, costringendoci a cambiare il focus della nostra attenzione per vedere subito cosa c’è di nuovo. Un sms, una mail, una notifica, tutte contraddistinte da un suono caratteristico che attiva, contro la nostra volontà, una reazione immediata.

La tecnologia e la metafora del computer per spiegare il mondo di oggi ci hanno fatto credere di poter lavorare in multitasking, di poter fare contemporaneamente più cose. Ma è pura illusione, infatti il più delle volte terminiamo la giornata con un senso di frustrazione, di angoscia derivante dal fatto che non abbiamo terminato il lavoro previsto. Crediamo che questo sia dovuto al poco tempo a disposizione, ma in realtà è dovuto alla malagestione dello stesso.

Lavorare in multitasking ci illude di essere efficienti, infatti diverse ricerche dimostrano esattamente l’opposto. Continuando sulla metafora del computer, abbiamo poca RAM a sostegno del multitasking e ci incasiniamo molto facilmente. Abbiamo la capacità di prendere delle decisioni e la prima decisione da prendere è recuperare il tempo perduto. Con i nostri limiti cognitivi così marcati, la ricerca dell’ottimizzazione deve essere un MUST.

La cosa più sensata per cominciare a recuperare il tempo perduto è quella di misurarlo. Ma la complessità del nostro lavoro rende molto difficile farlo, perchè non si ha la situazione perfettamente sotto controllo. Ancora una volta ci viene in aiuto la tecnologia. Un’applicazione utile al caso è “Rescue Time” che traccia, automaticamente, come spendiamo il tempo al computer. Si installa e fa tutto da sola, fornendoci dei report molto dettagliati (nella versione base è gratuita). Mentre “Moment” o “Break Free” ci danno risultati simili nell’uso dello smartphone e delle applicazioni.

L’altra grande applicazione killer per la nostra concentrazione è la Email. Viviamo in simbiosi con esse e ci pervadono in modo subdolo. Diverse ricerche dimostrano la loro dannosità. La prima ricerca dice che le email mediamente vengono aperte entro i 7 secondi da quando vengono ricevute e questo significa che chi le legge interrompe qualsiasi altro compito per leggerle, inoltre il tempo per ritornare allo stesso livello di concentrazione precedente all’interruzione è da dieci a venti volte superiore al tempo dedicato alla lettura della stessa, se ripetiamo questo evento per 10-20 volte al giorno ci si rende conto di quanto tempo viene buttato via inutilmente.

Come se non bastasse, sembra che leggiamo le mail appena arrivano perché siamo terrorizzati di tralasciare qualche informazione che ci faccia perdere una trattativa, pensiamo che qualche cliente ci scriva per avere una risposta immediata utile a chiudere un nuovo ordine. Ma ancora una volta le ricerche dimostrano che su circa 100 mail, solo l’1% sia effettivamente collegato ad una trattativa.

Vuoi mettere in pratica? Allora ecco cosa puoi fare per cominciare. Un semplice esperimento. Tieni traccia per una settimana intera di quante mail siano effettivamente determinanti per un nuovo ordine.

Fammi sapere se superi l’1%.

Alla prossima.

Vuoi fare il primo passo?

Ma soprattutto quello giusto?

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