Mente e Corpo

Così come l’uomo era ritenuto un qualche cosa al di fuori della natura e pertanto non indagabile con il metodo sperimentale, anche la mente veniva considerata un’entità a parte rispetto al corpo. Ci sono ancora oggi molti pregiudizi in tal senso, anche tra le persone colte. Alcune delle seguenti credenze vengono ancora considerate vere (si devono a Descartes):

  • La mente può essere indagata attraverso l’introspezione, ossia guardandoci dentro possiamo conoscerci meglio e possiamo darci spiegazioni
  • Mente e corpo sono entità separate che interagiscono

Già verso il 1800, notare la data 1800, ovvero 200 anni fa!!! si indagavano fenomeni impenetrabili all’introspezione, ad esempio la percezione che noi tutti abbiamo della profondità. Tale fenomeno si spiega sulla base di ragionamenti fatti inconsapevolmente a partire dalle sensazioni che ci giungono dal mondo esterno. Oggi sappiamo che molti processi di ragionamento sono il prodotto di meccanismi che si possono accertare solo indirettamente attraverso il metodo sperimentale.

Di fatto con la Psicofisica, ovvero lo studio delle relazioni che esistono tra ciò che il soggetto percepisce e ciò che oggettivamene costituisce lo stimolo fisico, si è progressivamente spostata l’attenzione e gli studi da una modalità soggettiva e introspettiva ad una dimensione oggettiva e sperimentale. E’ importante sottolineare che l’introspezione non viene abbandonata per qualche motivo poco chiaro o criptico, ma banalmente (e così avviene per ogni cosa indagata seriamente) perché essa non riesce a dare spiegazione di un numero elevato di fenomeni. Così sarà in futuro, così è oggi e così è stato in passato, ad esempio con lo sviluppo della psicologia sperimentale. Si è passati dalla Scuola Strutturalista, del fine 800, che cercò di isolare le strutture di base per spiegare, in una sorta di chimica mentale, la ricchezza della vita mentale (fallita perché le strutture isolate si rivelarono troppo numerose), alla Scuola Americana del Comportamentismo, degli anni 20, che voleva escludere la soggettività a favore della collettività. In poche parole, questa Scuola sperava di trovare le risposte cercando di analizzare solo i comportamenti dei soggetti sottoposti a stimoli, si consideravano valide e quindi degne di registrazione le risposte visibili e misurabili dei soggetti (uomini o animali) che eseguivano un compito. In Europa si andarono affermando le Scuole di altre voci fuori dal coro, su tutti gli studi dello svizzero Piaget e la Scuola della Gestalt.

Fu sulla spiegazione di fenomeni complessi come ad esempio il linguaggio (ed in particolare la sua comprensione e la sua produzione) che la Scuola del Comportamentismo si arenò. La critica di Chomsky alla fine degli anni 50, segnò l’inizio del tramonto del movimento.

Negli stessi anni comparve per la felicità di tutti gli uomini 😉 il computer che influenzerà profondamente la nascita del Cognitivismo. L’uso del computer permetterà di replicare artificialmente alcune funzioni sino ad allora solo della mente umana. In questo modo, cioè attraverso la simulazione, si è potuto dare una forte accelerata nella conoscenza e nella spiegazione dei meccanismi di base della Mente. Per tutti coloro che hanno paura che un domani il computer possa sostituire l’uomo bisogna ricordare che esso è molto più bravo dell’uomo a costruire modelli della realtà, ma non è capace di costruire modelli di se stesso mentre pensa, non è cioè dotato di autoriflessione e coscienza. A maggior ragione, non è capace di costruire modelli delle menti altrui e quindi non è in grado di comunicare.

Leave A Response

* Denotes Required Field