Causa, effetto, ma è sempre come sembra? - Luigi Negretto

Lungi da me entrare nel merito delle convinzioni e sistema di credenze di ogni persona, scrivo queste righe per promuovere una mentalità al passo con la complessità del mondo che ci circonda. Troppo spesso si giunge alla conclusione nel ragionamento che può essere molto distante dalla realtà. Le righe che seguono tratte dal libro “Antifragile” di Taleb spiegano meglio di me quello che ho in testa. 

l congegni artifìciali e meccanici con risposte lineari sono complicati, ma non «complessi», perché non hanno interdipendenze. Si preme un pulsante, per esempio un interruttore della luce, e si ottiene una risposta precisa, senza conseguenze ambigue. Nei sistemi complessi, invece, l’interdipendenza è considerevole. Lo si capisce se si ragiona in termini ecologici: se da un ambiente si elimina una specie, si interrompe la catena alimentare, i suoi predatori moriranno di fame e le sue prede aumenteranno senza controllo, con conseguenti complicazioni e una serie di effetti collaterali a cascata. I cananei, i fenici, i romani e gli abitanti del monte Libano di epoca successiva sterminarono i leoni, e ciò ha provocato una prolificazione di capre, che hanno danneggiato le radici degli alberi, e contribuito così una deforestazione delle zone montane, tutte conseguenze difficili da prevedere. Analogamente, se una banca chiude a New York, gli effetti a catena si ripercuotono dall’Islanda alla Mongolia. 

In un mondo complesso, la stessa idea di «causa» è sospetta: è praticamente impossibile da rilevare o non ben definita – ragione in più per ignorare i giornali, che continuano a propinare cause per ogni cosa.

L’aspetto cruciale di quei sistemi complessi in cui le varie parti interagiscono tra loro, è che trasmettono informazioni alle loro componenti mediante fattori di stress, o meglio grazie a questi: il vostro corpo non riceve le informazioni sull’ambiente esterno tramite meccanismi logici, intelligenza o capacità di ragionamento, computo e calcolo, ma attraverso gli stress, sfruttando gli ormoni e altri messaggeri chimici che ancora non abbiamo scoperto. 

Inoltre, anche gli errori e le loro conseguenze sono informazioni; nei bambini piccoli, nei quali le facoltà i logiche sono ancora poco sviluppate, il dolore è l’unica fonte di informazione per la gestione del rischio. I sistemi complessi, insomma, sono interamente centrati sulle informazioni, e intorno a noi ci sono molti più trasmettitori di informazioni di quanti ne possano cogliere i nostri occhi. 


Questa è ciò che chiamo opacità causale: è difficile seguire la traiettoria della freccia che va dalla causa alla conseguenza, e ciò rende inapplicabili quasi tutti i metodi di analisi convenzionali, oltre che la logica comune.

Come ho già detto, gli eventi specifici sono difficilmente prevedibili, ed è proprio questa opacità a renderli tali. Inoltre, a causa delle non linearità, ci sarebbe bisogno di una visibilità maggiore rispetto ai sistemi ordinari; ma quello che abbiamo è solo opacità.”

Trovo quindi un articolo che rende reale questo ragionamento, parla della causa, “provata scientificamente” tra autismo e Jim Carrey, lo potete leggere anche voi a questo link: 

E’ scientificamente provato, la causa dell’Autismo è Jim Carrey