<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><!-- generator=Zoho Sites --><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><channel><atom:link href="https://www.luiginegretto.it/blogs/pipeline-e-kpi/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><title>Luigi Negretto - Blog , Pipeline e KPI</title><description>Luigi Negretto - Blog , Pipeline e KPI</description><link>https://www.luiginegretto.it/blogs/pipeline-e-kpi</link><lastBuildDate>Fri, 11 Sep 2026 00:43:18 +0200</lastBuildDate><generator>http://zoho.com/sites/</generator><item><title><![CDATA[Pipeline commerciale: da elenco di trattative a strumento di governo]]></title><link>https://www.luiginegretto.it/blogs/post/pipeline-commerciale-da-elenco-di-trattative-a-strumento-di-governo</link><description><![CDATA[Una pipeline commerciale non serve soltanto a elencare opportunità e valori economici. Diventa uno strumento di governo quando rende osservabile l'evoluzione delle trattative, aiuta a distinguere percezioni ed evidenze e permette di prendere decisioni commerciali migliori.]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_3FNIBzmtQsuEfDF31dOz1g" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_1pBHNOjBTJe_X_6Op9EhZA" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_6kkE_1mATQCfIDLkhSeOTA" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_0J4G8GfjRFGZUDv6va83ng" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center zptext-align-mobile-center zptext-align-tablet-center " data-editor="true"><p></p><div><p style="text-align:justify;">“Abbiamo 2 milioni di euro in pipeline.”</p><p style="text-align:justify;">È un'informazione che sembra molto precisa.</p><p style="text-align:justify;">Ma quanto ci dice realmente su ciò che probabilmente accadrà nei prossimi mesi?</p><p style="text-align:justify;">Potremmo avere cinquanta opportunità aperte.</p><p style="text-align:justify;">Potremmo aver assegnato a ciascuna un valore.</p><p style="text-align:justify;">Potremmo averle divise per fase.</p><p style="text-align:justify;">Potremmo persino aver attribuito una percentuale di probabilità.</p><p style="text-align:justify;">E continuare a non sapere con sufficiente chiarezza <strong>che cosa sta realmente accadendo nel <a href="https://www.luiginegretto.it/blogs/post/Come-costruire-un-processo-di-vendita-B2B-prevedibile" title="processo commerciale" target="_blank" rel="">processo commerciale</a></strong>.</p><p style="text-align:justify;">Perché avere una pipeline non significa necessariamente riuscire a osservare il processo attraverso cui le opportunità stanno evolvendo.</p><h2 style="text-align:justify;">Una pipeline non è un elenco di trattative</h2><p style="text-align:justify;">Partiamo dalla distinzione più importante.</p><p style="text-align:justify;">Una pipeline commerciale non acquista valore semplicemente perché contiene opportunità.</p><p style="text-align:justify;">Un elenco potrebbe dirci:</p><p style="text-align:justify;">Cliente A — €50.000 — 70%</p><p style="text-align:justify;">Cliente B — €30.000 — 50%</p><p style="text-align:justify;">Cliente C — €80.000 — 30%</p><p style="text-align:justify;">I numeri ci sono.</p><p style="text-align:justify;">Ma rimangono alcune domande.</p><p style="text-align:justify;">Perché il Cliente A è al 70%?</p><p style="text-align:justify;">Che cosa è realmente accaduto nella trattativa?</p><p style="text-align:justify;">Quale comportamento del cliente indica un avanzamento?</p><p style="text-align:justify;">Che cosa deve succedere perché l'opportunità passi alla fase successiva?</p><p style="text-align:justify;">Da quanto tempo è ferma?</p><p style="text-align:justify;">Qual è il prossimo evento verificabile?</p><p style="text-align:justify;">Se non riusciamo a rispondere, stiamo registrando informazioni.</p><p style="text-align:justify;">Non necessariamente stiamo rendendo osservabile il processo.</p><h2 style="text-align:justify;">Pipeline e processo di vendita non sono la stessa cosa</h2><p style="text-align:justify;">Il <strong>processo di vendita</strong> descrive come dovrebbe evolvere un'opportunità commerciale attraverso una sequenza coerente di passaggi.</p><p style="text-align:justify;">La pipeline ha una funzione diversa.</p><p style="text-align:justify;">Deve permetterci di <strong>osservare dove si trovano realmente le opportunità dentro quel processo</strong>.</p><p style="text-align:justify;">Questa distinzione è importante.</p><p style="text-align:justify;">Possiamo avere un processo molto ben disegnato sulla carta e una pipeline che non riesce a rappresentarlo.</p><p style="text-align:justify;">Oppure possiamo avere un CRM pieno di opportunità senza criteri sufficientemente chiari per capire cosa significhi realmente essere in una determinata fase.</p><p style="text-align:justify;">La pipeline acquista valore quando rende visibile l'evoluzione commerciale.</p><h2 style="text-align:justify;">Il problema delle percentuali</h2><p style="text-align:justify;">Una delle informazioni più utilizzate nelle pipeline è la probabilità di chiusura.</p><p style="text-align:justify;">30%.</p><p style="text-align:justify;">50%.</p><p style="text-align:justify;">70%.</p><p style="text-align:justify;">90%.</p><p style="text-align:justify;">Ma da dove arrivano queste percentuali?</p><p style="text-align:justify;">In molte organizzazioni derivano prevalentemente dall'esperienza del commerciale.</p><p style="text-align:justify;">“Secondo me è molto interessato.”</p><p style="text-align:justify;">“Mi sembra quasi fatta.”</p><p style="text-align:justify;">“Dovrebbero decidere entro il mese.”</p><p style="text-align:justify;">L'esperienza del venditore ha valore.</p><p style="text-align:justify;">Ma esperienza e criterio condiviso non sono la stessa cosa.</p><p style="text-align:justify;">Se due commerciali assegnano il 70% a due opportunità sulla base di segnali completamente diversi, quel numero diventa difficile da utilizzare come informazione organizzativa.</p><p style="text-align:justify;">La domanda quindi non è soltanto:</p><blockquote><p style="text-align:justify;">“Qual è la probabilità di chiusura?”</p></blockquote><p style="text-align:justify;">Ma:</p><blockquote><p style="text-align:justify;"><strong>“Quali evidenze osservabili giustificano quella probabilità?”</strong></p></blockquote><h2 style="text-align:justify;">La pipeline deve rappresentare ciò che fa il cliente</h2><p style="text-align:justify;">Qui cambia radicalmente il punto di osservazione.</p><p style="text-align:justify;">Un'opportunità non avanza perché il commerciale ha inviato un'offerta.</p><p style="text-align:justify;">Avanza se nel processo decisionale del cliente è accaduto qualcosa di rilevante.</p><p style="text-align:justify;">Il cliente ha chiarito il bisogno.</p><p style="text-align:justify;">Ha coinvolto altri decisori.</p><p style="text-align:justify;">Ha condiviso criteri.</p><p style="text-align:justify;">Ha richiesto un approfondimento.</p><p style="text-align:justify;">Ha definito tempi.</p><p style="text-align:justify;">Ha affrontato una condizione necessaria alla decisione.</p><p style="text-align:justify;">Per questo una pipeline diventa più solida quando le sue fasi non rappresentano soltanto <strong>ciò che il venditore ha fatto</strong>, ma anche evidenze che indicano <strong>ciò che sta accadendo nel processo decisionale del cliente</strong>.</p><p style="text-align:justify;">Questo rende le opportunità maggiormente confrontabili.</p><p style="text-align:justify;">E rende la pipeline meno dipendente dalla sola percezione individuale.</p><h2 style="text-align:justify;">Dal CRM all'osservabilità commerciale</h2><p style="text-align:justify;">Il CRM è uno strumento importante.</p><p style="text-align:justify;">Ma il CRM non crea automaticamente una buona pipeline.</p><p style="text-align:justify;">Può registrare perfettamente una rappresentazione sbagliata del processo.</p><p style="text-align:justify;">Se le fasi non hanno significato condiviso, il CRM registrerà fasi poco significative.</p><p style="text-align:justify;">Se le probabilità sono soggettive, registrerà soggettività con grande precisione.</p><p style="text-align:justify;">Se le opportunità non vengono aggiornate correttamente, conserverà informazioni obsolete.</p><p style="text-align:justify;">Quindi la domanda non è:</p><blockquote><p style="text-align:justify;">“Abbiamo un CRM?”</p></blockquote><p style="text-align:justify;">Ma:</p><blockquote><p style="text-align:justify;"><strong>“Le informazioni che raccogliamo ci permettono realmente di comprendere cosa sta accadendo?”</strong></p></blockquote><p style="text-align:justify;">È qui che la pipeline entra nel <strong><a href="https://www.luiginegretto.it/blogs/post/cos-%C3%A8-davvero-un-sistema-commerciale-b2b" title="Sistema Commerciale" target="_blank" rel="">Sistema Commerciale</a></strong>.</p><p style="text-align:justify;">Non come database delle trattative.</p><p style="text-align:justify;">Come strumento di osservabilità.</p><h2 style="text-align:justify;">Una pipeline utile cambia le conversazioni commerciali</h2><p style="text-align:justify;">Immaginiamo una riunione commerciale.</p><p style="text-align:justify;">Versione uno:</p><p style="text-align:justify;">“Come va questa trattativa?”</p><p style="text-align:justify;">“Bene.”</p><p style="text-align:justify;">“Chiude?”</p><p style="text-align:justify;">“Secondo me sì.”</p><p style="text-align:justify;">“Quando?”</p><p style="text-align:justify;">“Probabilmente questo mese.”</p><p style="text-align:justify;">Versione due:</p><p style="text-align:justify;">“Qual è l'ultimo avanzamento verificabile?”</p><p style="text-align:justify;">“Il cliente ha validato la soluzione tecnica e venerdì la proposta verrà discussa dal CFO.”</p><p style="text-align:justify;">“Qual è il prossimo evento?”</p><p style="text-align:justify;">“La decisione economica.”</p><p style="text-align:justify;">“Cosa manca?”</p><p style="text-align:justify;">“Dobbiamo ancora verificare il budget approvato.”</p><p style="text-align:justify;">La trattativa è la stessa.</p><p style="text-align:justify;">Ma la qualità dell'informazione è completamente diversa.</p><p style="text-align:justify;">Nel secondo caso il management può ragionare sull'opportunità.</p><p style="text-align:justify;">Nel primo può soltanto affidarsi alla percezione di chi la sta gestendo.</p><h2 style="text-align:justify;">Pipeline e forecast non sono la stessa cosa</h2><p style="text-align:justify;">Anche qui conviene distinguere.</p><p style="text-align:justify;">La pipeline rappresenta le opportunità e la loro evoluzione.</p><p style="text-align:justify;">Il forecast utilizza quelle informazioni per formulare un'ipotesi su ciò che probabilmente accadrà.</p><p style="text-align:justify;">Se la pipeline contiene informazioni poco affidabili, anche il forecast sarà fragile.</p><p style="text-align:justify;">Possiamo costruire formule sofisticate.</p><p style="text-align:justify;">Ma nessun calcolo può compensare completamente una rappresentazione debole della realtà commerciale.</p><p style="text-align:justify;">Per questo la qualità del forecast comincia prima del forecast.</p><p style="text-align:justify;">Comincia dalla qualità dei criteri con cui osserviamo le opportunità.</p><h2 style="text-align:justify;">Quando la pipeline diventa uno strumento di governo</h2><p style="text-align:justify;">Una pipeline diventa realmente utile quando permette di rispondere a domande come:</p><p style="text-align:justify;">Dove si concentrano le opportunità?</p><p style="text-align:justify;">Dove si bloccano?</p><p style="text-align:justify;">Quanto tempo rimangono nelle diverse fasi?</p><p style="text-align:justify;">Quali evidenze distinguono un'opportunità solida da una debole?</p><p style="text-align:justify;">Quali passaggi generano maggiore dispersione?</p><p style="text-align:justify;">Quali decisioni richiedono attenzione?</p><p style="text-align:justify;">Quanto sono coerenti le valutazioni tra commerciali diversi?</p><p style="text-align:justify;">Che cosa probabilmente accadrà nei prossimi mesi?</p><p style="text-align:justify;">A quel punto la pipeline smette di essere soltanto un luogo in cui registriamo trattative.</p><p style="text-align:justify;">Diventa un sistema attraverso cui l'organizzazione può <strong><a href="https://www.luiginegretto.it/blogs/post/Perch%C3%A9-le-aziende-sbagliano-a-interpretare-le-cause-dei-risultati" title="osservare, interpretare e governare" target="_blank" rel="">osservare, interpretare e governare</a></strong> una parte del proprio funzionamento commerciale.</p><p style="text-align:justify;">Ed è qui che anche i KPI acquistano significato.</p><p style="text-align:justify;">Non servono a produrre più numeri.</p><p style="text-align:justify;">Servono a migliorare la qualità delle decisioni.</p><h2 style="text-align:justify;">Dalla percezione all'evidenza</h2><p style="text-align:justify;">Questo non significa eliminare l'esperienza delle persone.</p><p style="text-align:justify;">Un commerciale esperto continuerà a vedere cose che un dato non riesce immediatamente a rappresentare.</p><p style="text-align:justify;">Il punto è evitare che quella percezione sia l'unica informazione disponibile all'organizzazione.</p><p style="text-align:justify;">Quando criteri ed evidenze diventano maggiormente condivisi, l'esperienza individuale può essere confrontata con ciò che il sistema osserva.</p><p style="text-align:justify;">E può diventare progressivamente conoscenza organizzativa.</p><p style="text-align:justify;">È lo stesso principio che vale quando dobbiamo <strong><a href="https://www.luiginegretto.it/blogs/post/Perch%C3%A9-le-aziende-sbagliano-a-interpretare-le-cause-dei-risultati" title="interpretare le cause dei risultati commerciali" target="_blank" rel="">interpretare le cause dei risultati commerciali</a></strong>: prima di decidere, dobbiamo distinguere ciò che pensiamo stia accadendo da ciò che le evidenze ci permettono realmente di sostenere.</p><h2 style="text-align:justify;">La domanda da fare alla propria pipeline</h2><p style="text-align:justify;">Quindi, invece di chiederci soltanto:</p><blockquote><p style="text-align:justify;">“Quanto vale la nostra pipeline?”</p></blockquote><p style="text-align:justify;">possiamo aggiungere una domanda più importante:</p><blockquote><p style="text-align:justify;"><strong>“Quanto ci permette di capire ciò che sta realmente accadendo nel nostro processo commerciale?”</strong></p></blockquote><p style="text-align:justify;">Perché una pipeline piena può rassicurare.</p><p style="text-align:justify;">Una pipeline ben progettata deve fare qualcosa di più.</p><p style="text-align:justify;">Deve permettere all'organizzazione di vedere.</p><p style="text-align:justify;">E quando un <strong>Sistema Commerciale</strong> riesce a vedere meglio ciò che sta accadendo, può anche prendere decisioni migliori su ciò che fare dopo.</p></div><p></p></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 14:38:06 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Perché le aziende sbagliano a interpretare le cause dei risultati commerciali]]></title><link>https://www.luiginegretto.it/blogs/post/Perché-le-aziende-sbagliano-a-interpretare-le-cause-dei-risultati</link><description><![CDATA[Quando un risultato commerciale cambia, trovare rapidamente una spiegazione può portare l'azienda a intervenire sulla variabile sbagliata. Il punto non è trovare subito una causa, ma distinguere una spiegazione intuitiva da un'ipotesi sostenuta dalle evidenze.]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_vLP851ekSrWBCFV8uzF-2Q" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_HBbCGoyCTHu9tXRywmWIRQ" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_jA1Smyt8ShqC32-XwdCR_Q" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_PKaN8H11TeyUHhLhnGyI3A" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center zptext-align-mobile-center zptext-align-tablet-center " data-editor="true"><div><span style="font-family:verdana, sans-serif;"></span></div><div><p style="text-align:justify;"></p><div><p style="text-align:justify;">Le vendite rallentano.</p><p style="text-align:justify;">E quasi immediatamente compare una spiegazione.</p><p style="text-align:justify;">“È il mercato.”</p><p style="text-align:justify;">“I commerciali non stanno spingendo abbastanza.”</p><p style="text-align:justify;">“Ci servono più lead.”</p><p style="text-align:justify;">“I nostri prezzi sono diventati troppo alti.”</p><p style="text-align:justify;">“Dobbiamo inserire un altro venditore.”</p><p style="text-align:justify;">Sono tutte spiegazioni possibili.</p><p style="text-align:justify;">Ma c'è una distinzione importante:</p><p style="text-align:justify;"><strong>una spiegazione plausibile non è ancora una causa verificata.</strong></p><p style="text-align:justify;">E la differenza non è teorica.</p><p style="text-align:justify;">Perché ogni spiegazione porta l'azienda verso una decisione diversa.</p><p style="text-align:justify;">Se il problema è il mercato, cercheremo nuovi mercati.</p><p style="text-align:justify;">Se mancano lead, aumenteremo le attività di acquisizione.</p><p style="text-align:justify;">Se il problema sono i venditori, interverremo sulle persone.</p><p style="text-align:justify;">Se il prezzo è troppo alto, potremmo decidere di ridurlo.</p><p style="text-align:justify;">Prima di decidere cosa cambiare, quindi, c'è una domanda che vale la pena farsi:</p><p style="text-align:justify;"><strong>quali evidenze abbiamo per pensare che quella che ci siamo dati sia davvero la spiegazione migliore?</strong></p><h2 style="text-align:justify;">Perché troviamo così rapidamente una spiegazione</h2><p style="text-align:justify;">Quando osserviamo un risultato, tendiamo naturalmente a cercarne la causa.</p><p style="text-align:justify;">È un meccanismo utile: ci permette di interpretare ciò che accade e decidere come reagire.</p><p style="text-align:justify;">Il problema nasce quando una spiegazione plausibile diventa automaticamente la spiegazione corretta.</p><p style="text-align:justify;">Immaginiamo che il fatturato diminuisca del 15%.</p><p style="text-align:justify;">Potremmo dire:</p><p style="text-align:justify;">“Il mercato è rallentato.”</p><p style="text-align:justify;">Ma quel -15% potrebbe essere compatibile con fenomeni molto diversi.</p><p style="text-align:justify;">Potremmo avere meno nuove opportunità.</p><p style="text-align:justify;">Potremmo avere lo stesso numero di opportunità, ma di qualità inferiore.</p><p style="text-align:justify;">Potrebbe essere diminuita la conversione in una fase precisa del processo di vendita.</p><p style="text-align:justify;">Potremmo avere perso alcuni clienti importanti.</p><p style="text-align:justify;">Una parte della rete commerciale potrebbe avere rallentato.</p><p style="text-align:justify;">Potrebbero essersi allungati i tempi di chiusura.</p><p style="text-align:justify;">Oppure potrebbe essere realmente diminuita la domanda nel nostro mercato.</p><p style="text-align:justify;"><strong>Il risultato osservato è lo stesso. Le possibili spiegazioni no.</strong></p><h2 style="text-align:justify;">Una causa sbagliata produce decisioni sbagliate</h2><p style="text-align:justify;">Questo è il punto più importante.</p><p style="text-align:justify;">Interpretare male un risultato commerciale non è soltanto un problema di analisi.</p><p style="text-align:justify;">Produce conseguenze concrete.</p><p style="text-align:justify;">Pensiamo che servano più venditori?</p><p style="text-align:justify;">Possiamo iniziare una selezione.</p><p style="text-align:justify;">Pensiamo che manchino lead?</p><p style="text-align:justify;">Possiamo aumentare l'investimento in acquisizione.</p><p style="text-align:justify;">Pensiamo che il problema sia il prezzo?</p><p style="text-align:justify;">Possiamo ridurre il margine.</p><p style="text-align:justify;">Pensiamo che il mercato non sia più interessante?</p><p style="text-align:justify;">Possiamo decidere di entrare in un altro segmento o in un altro Paese.</p><p style="text-align:justify;">Sono decisioni molto diverse.</p><p style="text-align:justify;">Richiedono persone, tempo, investimenti e capacità organizzativa.</p><p style="text-align:justify;"><strong>Una causalità sbagliata può quindi produrre investimenti, attività e Decisioni Progettuali sbagliate.</strong></p><p style="text-align:justify;">Per questo la qualità di una decisione commerciale dipende anche dalla qualità dell'interpretazione che l'ha generata.</p><h2 style="text-align:justify;">“Il mercato è fermo” non è ancora una diagnosi</h2><p style="text-align:justify;">È una frase che ricorre spesso nelle aziende.</p><p style="text-align:justify;">E può descrivere una situazione reale.</p><p style="text-align:justify;">Ma “il mercato” è un livello di osservazione troppo ampio per decidere cosa fare.</p><p style="text-align:justify;">Quale mercato?</p><p style="text-align:justify;">Quale area geografica?</p><p style="text-align:justify;">Quale segmento?</p><p style="text-align:justify;">Quale tipologia di cliente?</p><p style="text-align:justify;">Quale prodotto?</p><p style="text-align:justify;">Quale canale?</p><p style="text-align:justify;">Quale parte della rete vendita?</p><p style="text-align:justify;">Quale fase della pipeline?</p><p style="text-align:justify;">Supponiamo, per esempio, che il fatturato diminuisca.</p><p style="text-align:justify;">Scopriamo però che i clienti esistenti stanno acquistando come prima.</p><p style="text-align:justify;">Le opportunità generate sono rimaste stabili.</p><p style="text-align:justify;">La riduzione si concentra invece sui nuovi clienti di uno specifico segmento.</p><p style="text-align:justify;">Dire semplicemente “il mercato è fermo” nasconde l'informazione più importante.</p><p style="text-align:justify;"><strong>Prima di cambiare mercato dobbiamo capire dove il fenomeno si sta realmente producendo.</strong></p><h2 style="text-align:justify;">Che cosa produce un risultato commerciale in un'azienda B2B?</h2><p style="text-align:justify;">In un'azienda B2B, il risultato commerciale non dipende normalmente da una sola variabile.</p><p style="text-align:justify;">È prodotto dall'interazione tra più componenti del <strong>Sistema Commerciale</strong>:</p><ul><li style="text-align:justify;"> target e clienti; </li><li style="text-align:justify;"> offerta; </li><li style="text-align:justify;"> persone e rete vendita; </li><li style="text-align:justify;"> processo di vendita; </li><li style="text-align:justify;"> opportunità e pipeline commerciale; </li><li style="text-align:justify;"> criteri decisionali; </li><li style="text-align:justify;"> informazioni; </li><li style="text-align:justify;"> responsabilità; </li><li style="text-align:justify;"> modalità di governo. </li></ul><p style="text-align:justify;">Queste componenti non agiscono necessariamente in modo indipendente.</p><p style="text-align:justify;">Interagiscono.</p><p style="text-align:justify;">Per questo osservare soltanto il risultato finale non è sufficiente per comprendere quale parte del Sistema Commerciale lo abbia prodotto.</p><p style="text-align:justify;">Due aziende possono registrare la stessa riduzione del fatturato e avere problemi completamente diversi.</p><p style="text-align:justify;">E la stessa azienda può ottenere risultati simili in due momenti diversi per ragioni differenti.</p><blockquote><p style="text-align:justify;"><strong>Un problema commerciale non può essere governato meglio della qualità con cui viene interpretato.</strong></p></blockquote><p style="text-align:justify;">Prima di scegliere l'intervento, quindi, dobbiamo rendere sufficientemente osservabile il sistema che sta producendo il risultato.</p><h2 style="text-align:justify;">Spiegazione, ipotesi ed evidenza non sono la stessa cosa</h2><p style="text-align:justify;">Questa distinzione è fondamentale.</p><p style="text-align:justify;">Una <strong>spiegazione</strong> è il modo in cui interpretiamo ciò che sta accadendo.</p><p style="text-align:justify;">Un'<strong>ipotesi causale</strong> è una spiegazione che decidiamo di sottoporre a verifica.</p><p style="text-align:justify;">Un'<strong>evidenza</strong> è un elemento osservabile che aumenta o riduce la solidità di quell'ipotesi rispetto alle alternative.</p><p style="text-align:justify;">Dire:</p><blockquote><p style="text-align:justify;">“Le vendite sono diminuite perché il mercato è fermo”</p></blockquote><p style="text-align:justify;">presenta una spiegazione come se fosse già una causa.</p><p style="text-align:justify;">Dire:</p><blockquote><p style="text-align:justify;">“Una delle ipotesi è che la domanda nel nostro segmento sia diminuita. Quali evidenze la sostengono e quali spiegazioni alternative dobbiamo escludere?”</p></blockquote><p style="text-align:justify;">cambia completamente la qualità della decisione successiva.</p><p style="text-align:justify;">Non perché elimina l'incertezza.</p><p style="text-align:justify;">Ma perché rende esplicito <strong>ciò che sappiamo, ciò che ipotizziamo e ciò che dobbiamo ancora verificare</strong>.</p><h2 style="text-align:justify;">Quattro domande prima di decidere cosa cambiare</h2><p style="text-align:justify;">Quando un risultato commerciale non è quello atteso, prima di scegliere la soluzione può essere utile rispondere a quattro domande.</p><h3 style="text-align:justify;">1. Che cosa è realmente cambiato?</h3><p style="text-align:justify;">Non la spiegazione.</p><p style="text-align:justify;">Il fenomeno osservabile.</p><p style="text-align:justify;">Fatturato? Numero di opportunità? Valore medio? Conversione? Tempi? Clienti persi? Nuovi clienti?</p><h3 style="text-align:justify;">2. Dove è cambiato?</h3><p style="text-align:justify;">Clienti, segmenti, prodotti, persone, territori, canali, <a href="https://www.luiginegretto.it/blogs/post/pipeline-commerciale-da-elenco-di-trattative-a-strumento-di-governo" title="pipeline" target="_blank" rel="">pipeline</a>, fasi del processo?</p><h3 style="text-align:justify;">3. Da quando è cambiato?</h3><p style="text-align:justify;">Il momento in cui nasce il fenomeno può aiutare a distinguere le possibili spiegazioni.</p><h3 style="text-align:justify;">4. Quali evidenze distinguono la nostra spiegazione dalle alternative?</h3><p style="text-align:justify;">È probabilmente la domanda più importante.</p><p style="text-align:justify;">Perché obbliga a passare da:</p><blockquote><p style="text-align:justify;">“Secondo noi il problema è questo.”</p></blockquote><p style="text-align:justify;">a:</p><blockquote><p style="text-align:justify;">“Quali elementi ci permettono di considerare questa ipotesi più solida delle altre?”</p></blockquote><p style="text-align:justify;">Questo non significa aspettare di possedere informazioni perfette prima di decidere.</p><p style="text-align:justify;">Significa <strong>prendere decisioni sulla migliore comprensione disponibile del Sistema Commerciale</strong>, invece che sulla prima spiegazione convincente.</p><h2 style="text-align:justify;">Prima capire. Poi intervenire.</h2><p style="text-align:justify;">Quando un risultato commerciale cambia, trovare rapidamente una spiegazione può darci la sensazione di avere già compreso il problema.</p><p style="text-align:justify;">Ma la velocità con cui troviamo una spiegazione non ci dice nulla sulla sua qualità.</p><p style="text-align:justify;">La domanda utile non è:</p><blockquote><p style="text-align:justify;">“Quanto ci sembra convincente questa spiegazione?”</p></blockquote><p style="text-align:justify;">È:</p><blockquote><p style="text-align:justify;"><strong>“Quali evidenze possediamo per considerarla migliore delle alternative?”</strong></p></blockquote><p style="text-align:justify;">Perché prima di cambiare persone, mercato, prezzi, strumenti o attività conviene capire <strong>quale parte del Sistema Commerciale sta realmente producendo il risultato</strong>.</p><p style="text-align:justify;">E questo porta a una domanda ancora più importante:</p><blockquote><p style="text-align:justify;"><strong>Che cosa intendiamo davvero quando parliamo di Sistema Commerciale B2B?</strong></p></blockquote></div><p style="text-align:justify;"></p><p style="text-align:justify;"><br/></p></div><div><span style="font-family:verdana, sans-serif;"><a href="http://attivissimo.blogspot.it/2015/07/e-scientificamente-provato-jim-carrey.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A%2BDisinformatico%2B%28Il%2BDisinformatico%29"></a></span></div></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 15:12:37 +0000</pubDate></item></channel></rss>