Vantaggi a spese degli altri!

 

Il maggior fattore di fragilità della nostra società è l’attitudine a non “mettersi in gioco”. In altre parole qualcuno diventa “Antifragile”, si fortifica, a spese degli altri traendo profitto dalla volatilità, dai cambiamenti e dal disordine, ed esponendo gli altri al rovescio della medaglia, cioè al rischio di perdite o danni. 

Inoltre come abbiamo scoperto durante la crisi finanziaria scoppiata nel 2008, i rischi di un collasso altrui sono facilmente celati dietro la crescente complessità delle istituzioni moderne e dagli intrecci politici. Se un tempo coloro che si assumevano i rischi e subivano le eventuali conseguenze negative erano esclusivamente i membri di un certo ceto sociale o quelli che occupavano determinate posizioni, mentre gli eroi erano coloro che lo facevano per il bene comune, oggi avviene l’esatto opposto. Stiamo assistendo all’ascesa di una nuova classe di eroi al contrario, cioè burocrati, banchieri, rappresentanti dell’ AIQMC (Associazione Internazionale di Quelli che Millantano Conoscenze) ai summit del World Economic Forum di Davos e accademici che hanno troppo potere, niente da perdere e/o nessuno a cui rendere conto. Loro dettano le regole del gioco, mentre i cittadini ne pagano il prezzo

Mai nella storia si è assistito ad un periodo in cui personaggi che evitano di assumersi rischi e di esporsi in prima persona hanno esercitato un controllo così ampio

Il primo comandamento dell’ETICA recita: non avrai antifragilità a spese della fragilità del prossimo tuo.

(dal libro Antifragile di N.N. Taleb)

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