Vincere l’ansia da prestazione (lavorativa) per sempre

L’ansia da prestazione (lavorativa) è sempre dietro l’angolo. Da 10 anni a questa parte la schizofrenia del mercato ha reso tutte le persone più ansiose di quanto non fossero prima. Detto che vivere con il giusto livello di “tensione” ci rende capaci di raggiungere i nostri obiettivi, va specificato che troppa o troppo poca tensione sono dannosi, infatti senza tensione non riusciamo ad essere produttivi, con troppa tensione … non riusciamo ad essere produttivi.

L’equilibrio per rendere al 100% si chiama “eustress”

 

Trovare l’equilibrio non è facile, perché spesso ci sono fattori esterni che lo determinano. Potessimo vivere come eremiti sarebbe più facile, ma presi come siamo tra mille variabili non dipendenti da noi, si fa veramente fatica.

Le neuroscienze sono al lavoro da anni per individuare e trovare delle buone soluzioni al nostro benessere. Ad esempio è stato scoperto un effetto psicologico veramente affascinante, prende il nome dallo sperimentatore che lo ha scoperto, Bluma Zeigarnik. Questo fenomeno ci dice che

non appena abbiamo completato un compito ce lo scordiamo, ma se non riusciamo a completarlo il nostro cervello ci imprigiona in un loop in cui continuiamo a pensarci finchè non lo completiamo, lasciandoci la sensazione di incompiuto che contribuisce a far aumentare l’ansia.

 

Capisci! Se non riesci a completare un’attività, questa ti ronza in testa finchè non è conclusa.

In se questo fatto non è male, perché spesso le soluzioni a problemi complessi avviene … durante la notte. Esatto nel momento in cui dormiamo, il cervello esegue una serie di operazioni utili a mettere tutti i tasselli in ordine, un po’ come eseguire il “defrag” del disco fisso del computer.

Però c’è un limite! Se potessi gestire un compito alla volta filerebbe tutto liscio, ma, come si diceva prima, la schizofrenia del mercato degli ultimi anni ci porta ad avere molte attività da completare e se pensiamo che le attività non riguardano solo il lavoro, si può facilmente capire dove si va a finire.

Esatto! In quella zona di tensione troppo elevata che compromette le nostre performance.

Fortunatamente esistono delle semplici tecniche che ci vengono in aiuto. Questa è la prima che dovresti conoscere e mettere in pratica:

 

Tecnica pomodoro

 

Scegli un compito complesso in cui serve tutta la tua concentrazione oppure un compito che NON ti piace. Questo metodo ti aiuta a lavorare con il tempo e non contro di esso. La procedura è questa:

  • Scegli il compito da fare
  • Scrivilo nel tuo registro attività
  • Imposta il cronometro per 25 minuti
  • Lavora al compito
  • Quando il tempo scade, fermati immediatamente
  • prenditi una pausa di 5 minuti

Questo è tutto. Alzati, fatti due passi, bevi un caffè, stacca per 5 minuti. Il tuo cervello in questo tempo si ricarica e sistema le idee e elabora dei ragionamenti. Quando la pausa è finita, inizia una nuova sessione di Pomodoro. Ripeti fino a 4 volte e poi fai una pausa più lunga di 15/30 minuti.

 

L’obiettivo di questa tecnica è di fare progressi e non di completare il compito

 

In questo modo insegniamo al cervello a lavorare sodo per 25 minuti, prendersi una pausa e poi ricominciare. Anche pochi miglioramenti verso l’obiettivo possono infondere un senso si sicurezza mai sentito prima, per questo è importante tenere nota dei progressi.

Data

Compito su cui lavoro N° di sessioni pomodoro
20-2-17 Creazione Budget di vendita

***

 

Curiosità: il nome “tecnica pomodoro” deriva dal fatto che l’inventore, per misurare il tempo, usava una sveglia a forma di pomodoro. Simpatico vero?

Dipende solo da te, ora che sai non puoi più dire non lo sapevo.

Al completamento dei tuoi compiti.

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